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12 dicembre 2007
Per Natale regala la verità.

Organizzata da Azione Giovani/AN Massa e Fiamma Tricolore Massa
Ore 16, palazzo Bourdillon
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7 dicembre 2007
Dalai Lama in Italia, Beppe Grillo: "Trattato come un cane in Chiesa"
"È scandaloso che uno degli uomini piú importanti della Terra sia stato trattato come un cane in Chiesa" Ad affermarlo è il comico Beppe Grillo che nel suo blog punta il dito contro il Papa, il presidente della Repubblica e Prodi che "si sono dileguati e non hanno voluto trovare il tempo di riceverlo". Alle critiche accese da Grillo seguono quelle di Savino Pezzotta, del movimento Officina 2007 che parla di un probabile mancato incontro con Prodi per non urtare la Cina che "sarà pur importante per via dei rapporti economici, ma - prosegue - dall'altra parte non bisogna dimenticare che il Dalai Lama è un grande personaggio religioso che usa la non violenza per ottenere la libertà del popolo tibetano". Di "atteggiamento ipocrita da parte di Prodi e Emma Bonino" riferisce invece l'esponente Udc, Luca Volontà che commenta "un comportamento vergognoso quello di anteporre gli affari economici ai valori della libertà religiosa e agli stessi diritti umani per il quale il Dalai Lama si batte da tempo, eppure - conclude - gli altri Paesi lo hanno ricevuto senza alcun problema assumendo ben altro atteggiamento" (edf).
Tratto da asgmedia.it
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1 dicembre 2007
++ PAPA: DENUNCIA, RELATIVISMO MORALE DOMINA ONU ++
CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC - Papa Benedetto XVI ha denunciato oggi la logica del 'relativismo morale' che domina ormai l'Onu e gli altri organismi internazionali. C'e' un rifiuto, ha detto, a riconoscere la centralita' della 'legge morale naturale' e della difesa della 'dignita' dell'uomo'. Le regole internazionali - si e' lamentato - si basano solo su una ragione politica e non etica, e cio' porta ad 'amari risultati'. Di cio' Ratzinger ha parlato ricevendo, nel Palazzo Apostolico, un centinaio di rappresentanti dell'Ong cattoliche piu' importanti del mondo e accreditate presso le istituzioni delle Nazioni Unite.
Papa
no al relativismo
Onu
| inviato da massanonconforme il 1/12/2007 alle 12:24 | |
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28 novembre 2007
IL RITORNO DELL’ELITE (di Fabiano Bariani)
Si è tenuto ad Ocre alle pendici del Gran Sasso, in provincia dell’Aquila, dal 23 al 25 novembre, il seminario organizzato dalla rivista della destra sociale “Area” dal titolo “Il ritorno delle élite”. L’iniziativa, la prima di una lunga serie, è stata fortemente voluta dal senatore Marcello de Angelis e dal giornalista e saggista Salvatore Santangelo, alla quale hanno partecipato una cinquantina di militanti e dirigenti di tutta Italia di Azione Giovani e di Alleanza Nazionale. Scopo della tre giorni è stato quello della formazione di una nuova classe dirigente, una élite appunto, capace di interpretare i bisogni di una Nazione e trovare nuove soluzioni, coerenti con la propria identità, per cavalcare la tigre (avrebbe detto Evola) nella nuova era globale. Non bisogna però fraintendere il significato della parola “élite”: infatti una vera élite non è una casta di poteri forti, un gruppo imprenditoriale o un club esclusivo di potenti plutocrati; una élite è una minoranza organizzata, una eccellenza di persone che ha una visione marziale della vita, e che non promuove egoisticamente sé stessa, ma un’Idea più grande che è la Patria. Quindi, che cosa è più precisamente una élite? È una avanguardia consapevole di porsi alla guida di un popolo per realizzare il bene comune secondo un progetto nazionale. Una élite tradisce sé stessa quando viene meno ai suoi scopi e si distacca sempre più dal popolo di provenienza per tutelare gli interessi di pochi privilegiati. Per evitare questa degenerazione, tipica del cosiddetto “mondo occidentale” alimentata dall’eccessiva opulenza, bisogna farsi carico di costruire un progetto di preparazione e formazione che sia prima di tutto antropologico. “Non programmi bisogna creare ma uomini, uomini nuovi”, che legati da vincoli di cameratismo, ispirino il proprio impegno culturale, sociale e politico a valori e princìpi identitari e comunitari. Uniti nella quotidiana lotta per l’affermazione di una visione del mondo basata sullo spirito e sui princìpi immutabili della Tradizione contro tutto ciò che è omologazione, economicismo e sradicamento. Una élite, una eccellenza di persone, che faccia proprio il senso di comunità e si faccia militante: incarnando di giorno in giorno il proprio credo attraverso un preciso stile di vita basato sul pensiero e sull’azione, consapevoli che le battaglie si vincono non con la forza fisica ma con quella interiore. Questa élite deve inoltre essere capace di risvegliare le coscienze intorpidite e incatenate dal controllo globale esercitato subdolamente con la televisione, con le droghe e con la distruzione delle identità e delle specificità. Una élite, infine, sarà anche capace di radicarsi all’interno del territorio e nel tessuto sociale. Sarà un avamposto di resistenza, di libertà e contrattacco nei confronti della massificazione e dello sfruttamento, portati avanti dalle oligarchie planetarie del denaro. Perché… nulla esiste al di sopra della Patria.
Fabiano Bariani (Azione Giovani “Ezra Pound” Novara)
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26 novembre 2007
La società multirazziale...una follia!
FRANCIA: BANLIEUE, NUOVE VIOLENZE E LA PROTESTA SI ALLARGA
PARIGI, 26 NOV - Una trentina di agenti di polizia sono rimasti feriti questa sera nel corso di nuovi scontri avvenuti a Villiers-le-Bel e in altri comuni vicini nel corso di manifestazioni di protesta dopo la morte di due giovani che ieri sera a bordo di una moto erano finiti contro una vettura della polizia. Nel corso degli scontri, secondo informazioni della prefettura, sono stati bruciati 25 autoveicoli in sei comuni della banlieue parigina: Villiers-le-bel, Cergy, Gousdsainville, Sarcelles, Garges-les-Gonesses ed Ermont. Alcuni agenti feriti da lanci di pietre sono stati ricoverati in ospedale ma nessuno sarebbe grave. Le violenze di questa sera seguono quelle della scorsa notte esplose dopo che si ere diffusa la notizia che due ragazzi di 15 e 16 anni erano morti dopo essere finiti contro un'auto di pattuglia della polizia.
Francia
scontri
Sarkozy
| inviato da massanonconforme il 26/11/2007 alle 23:17 | |
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17 novembre 2007
Intervista esclusiva a Franco Cardini
Tratto dal Blog di Simone Spiga
Franco Cardini, fiorentino, è Ordinario di Storia Medievale nell'Istituto Italiano di scienze umane di Firenze, membro di numerosi istituti scientifici è docente universitario in Italia, Europa e Stati Uniti. Si definisce "cattolico, tradizionalista, uomo d'ordine e di forte senso dello Stato ma non più di destra ma moilti anni" perchè, a suo parere, "la destra attuale rincorre il liberismo e l'atlantismo pià sfrenato e sovente ostenta un filocattolicesimo peloso, strumentale, palesando di ritener la Chiesa cattolica solo un baluardo dell'ordine costituito e del benpensantismo conformista". Libero e brillante pensatore il professor Cardini si trova spesso al centro dei dibattiti culturali per le sue posizioni autonome, spesso controcorrente, ma sempre ben documentate. Ultimamente si sta dedicando all' approfondimento della storia e della cultura islamica e alle dinamiche mondiali contemporanee. Viviamo in un epoca dove motti teorizzano, dall'11 settembre in poi, lo scontro di civiltà. Cosa pensa del libro del neo-con Huntington che ha portato il tema all'attenzione mondiale? Il professor Huntington è uno che non sta diagnosticando lo scontro tra civiltà, ma sta legittimando, dal punto di vista occidentale, un processo che è uno scontro tra gruppi di potere che vogliono dominae e controllare il mondo, la teoria di Huntington è ideologica travestica da sociologica. Quali sono i punti più deboli del pensiero neo-con secondo lei? Lo scontro di civiltà fondato su culture che secondo Huntington sarebbero estremamente compatte al loro interno è radicalmente diverso tra di loro. Ecco, tutto questo non esiste. In realtà le civiltà sono delle realtà profondamente permeabili, intrecciate le une alle altre. Una civiltà occidentale contrapposta ad una orientale non esiste. Molti di noi in occidente si curano con l'agopuntura, mangiamo dall'indiano, leggiamo autori mussulmani, la matematica è di origine mussulmana. La stessa contaminazione vale per loro. Lei sostiene anche che l'Italia e l'Occidente non siano più cristiaen da tempo. Ci sono cristinai in occidente senza dubbio, sono molti e anche sinceramente cristiani, ma la società in quanto tale non è più cristiana. Si regge su elementi giuridici, sociali, economici e sistemi di valore che, pur avendo radici profonde nel cristianesimo, non si rifanno ad esso. E' una società materialista e individualista, quanto di più lontano dal messaggio di Cristo. Eppure Bin Laden ritiene che i soldati occidentali siano dei "crociati" assegnando alle loro azioni un impronta religiosa. Questo è l'errore base di Bin Laden. I soldati occidentali che hanno invaso l'Iraq sono dei predoni, degli agressori, non dei crociati. Di solito le ragioni per cui gente appartenente a religioni differenti entra in conflitto armato ha poco rapporto con le religioni rispettive anche se esse posso essere prese ad alibi. Che impatto potrà avere a suo parere la cultura portata dagli islamici sul nostro tessuto sociale e culturale? dal mio punto di vista di cattolico praticante che depreca la piega che sta prendendo la nostra società, concentrata sul culto dell'avere e l'pertrofia dell'io, il rapporto con la fede mussulmana non può che essere benefico perchè i fedeli islamici hanno mantenuto un rapporto saldo con il sacro. Mi auspico che Dio ritorni al centro del dibattito, non solo per essere strumentalizzato dalla politica. Cosa pensa dell'ostilità che una parte dei cittadini manifesta verso la costruzione di nuove moschee per "ragioni di sicurezza"? Ci comportiamo da schizofrenici. Da un lato predentiamo, giustamente, che chi viene da noi rispetti le nostre leggi, dall'altra siamo pronti a retrocedere dallo stesso Dirirtto per inseguire il facile consenso che solletica la pancia, più che il cervello della gente. La nostra Costituzione garantisce la libertà di culto, la sicurezza è un problema di ordine pubblico e come tale va affrontato. Eppure ci sono stati casi di moschee dove si propagandava il terrorismo. la propaganda può esserci in moschee come al bar pertanto è giusto che si vigili a 360°, am non mi semra un buon motivo per privare la stragrande maggioranza di mussulmani pacifici di un luogo dove pregare.
Franco Cardini
Islam
| inviato da massanonconforme il 17/11/2007 alle 13:6 | |
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16 novembre 2007
Gli avvocati degli amici di Gabriele Sandri: "Nessun coltello appartiene ai nostri assistiti. Stupisce apprendere notizie dalla stampa e non dalla procura"
"Voglio dirlo a chiare lettere: non mi risulta che il mio assistito sia indagato per possesso di coltello ed escludo categoricamente che ne potesse avere uno. Stupisce l'apprendere notizie senza riscontro, dagli organi di stampa e non dalla procura. Il capo di imputazione rimane sempre quello di "tentata lesione grave a danno di ignoti", non abbiamo avuto nessun'altra comunicazione da parte della procura di Arezzo", queste le parole dell'avvocato Lorenzo Contucci, legale di uno dei ragazzi che viaggiavano nella macchina di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso domenica scorsa da un proiettile sparato da un agente di polizia nell'area di servizio dell'A1 'Badia al Pino'.
Commentano nello stesso modo ad AsgMedia gli avvocati Claudio Ferrazza e Antonino Galletti, legali di un altro degli amici di Gabriele Sandri: "Anche il nostro assistito non aveva alcun coltello e non gli è stato contestato nell'arco di tutta la giornata di domenica fino al rilascio alle ore 21 il porto di arma da taglio, il che vorrebbe dire che fino a quel momento nei sopralluoghi fatti non era stata trovata alcuna arma da taglio. Vogliamo sottolineare il fatto che non c'è stata alcuna rissa in quell'autogrill, come non esiste la fantomatica seconda macchina di tifosi laziali che avrebbero dovuto preparare l'agguato ai tifosi juventini. Il nostro assistito continua ad essere indagato solo per "tentata lesione grave a danno di ignoti". Tutto il resto sono solo teorie infondate raccontate dagli organi di stampa, nel maldestro tentativo di fornire una qualche giustificazione all'insensato comportamento del soggetto che ha sparato" (tdl).
Tratto da Asgmedia.it
Ultras
| inviato da massanonconforme il 16/11/2007 alle 20:33 | |
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14 novembre 2007
TIFOSO UCCISO: FUNERALI; CORI ULTRAS, GIUSTIZIA GIUSTIZIA
ROMA, 14 NOV - 'Giustizia, giustizia'. Per due volte, per alcuni secondi, la folla che si trova davanti alla chiesa di San Pio X ha gridato questa parola. E prima che il feretro di Gabriele Sandri uscisse dalla chiesa gli ultras hanno cantato l'inno della Lazio, hanno mostrato le sciarpe con i colori biancocelesti urlando 'Da veri laziali, battiamo le mani', 'Gabriele e' con noi', 'Gabriele e' uno di noi'.(ANSA).
Ultras
Gabriele Sandri
funerali
| inviato da massanonconforme il 14/11/2007 alle 13:27 | |
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13 novembre 2007
Giustizia per Gabriele!
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12 novembre 2007
DICHIARAZIONI DELLA GIOVANE DESTRA IDENTITARIA DOPO LA TRAGICA MORTE DEL TIFOSO LAZIALE
da www.identitario.org
Nelle ore successive al tragico evento che ha sconvolto l’Italia intera e che ha visto l’assurda morte di Gabriele Sandri, giovane tifoso laziale in trasferta verso Milano, ucciso da un colpo esploso da un agente di polizia nei pressi di un autogrill sull’autostrada A1 in prossimità di Arezzo, alcuni Dirigenti Nazionali di Azione Giovani hanno deciso di rilasciare alcune dichiarazioni unanimi in merito all’accaduto. “Potrebbero essere davvero molte le cose da dire in questo momento, – dichiarano Alessandro Amorose (Massa), componente dell’Esecutivo Nazionale di AG, Daniele Caroleo (Crotone) e Simone Spiga (Cagliari), Dirigenti Nazionali di Azione Giovani – ma ci limitiamo, innanzitutto, ad esprimere il nostro più profondo cordoglio ai parenti del giovane tifoso laziale morto tragicamente questa mattina. Di rimando, non possiamo, comunque, non sostenere che, a nostro parere, sarebbe stato più opportuno sospendere tutte le partite di campionato previste in data odierna, innanzitutto per rispetto nei confronti di Gabriele e, in seconda istanza, per evitare qualsiasi tipo di reazione da parte dell’intero mondo delle tifoserie organizzate. Non possiamo assolutamente tollerare che davanti ad una tragedia del genere sia prevalsa, ancora una volta, la tesi dello “spettacolo che deve andare avanti a tutti i costi”!”.
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